Tua Sorella

Tua Sorella

Tua Sorella è una personalissima mostra fotografica di Veronica Barbato dedicata alla tragica scomparsa della sorella trasformata dall’artista in un’icona, inaugurata il 10 aprile all’Antica Rimessa del Tram di Lavena Ponte Tresa (VA). Il progetto espositivo, con più di 90 opere, si configura come un’installazione performativa vicina alla street art.

Tua Sorella fa parte del progetto Confini, ispirato dalla localizzazione geografica dello spazio d’interesse, sito al confine con la Svizzera, e da una riflessione scaturita dal periodo storico che stiamo vivendo.

Veronica Barbato si forma attraverso il teatro per più di vent’anni. La danza contemporanea l’ha direzionata verso una sua ricerca che unisce performance e fotografia, sviluppando un linguaggio visivo per esprimere i movimenti e le emozioni dell’uomo e della natura ed esplorando la forza magnetica del contrasto.

Con il teatro impara la vita.

Attraverso la sua fotografia, vole comunicare con lo spettatore e condividere le stesse illuminazioni creative.

La sua performance è il risultato di un’interazione con l’improvvisazione, ma con la consapevolezza di una ricerca
di forme potenti e profonde. Utilizza la performance per cercare la verità nell’istinto.

“All’inizio degli anni ’80, i movimenti si riflettevano sempre nel trio: reflusso, lotta armata ed eroina. I tre elementi che hanno caratterizzato quel tragico periodo. Raccontare un argomento sempre più diffuso, disagio sociale, ribellione, droga e libertà. Questa storia è quella di mia sorella. A 23 anni si è suicidata e le sto ridando la vita che non ha vissuto. Orientandomi verso la contemporaneità, utilizzando il linguaggio e la dimensione della street art, mantenendo fede alle promesse d’amore tra sorelle e facendola girare il mondo, come non ha avuto modo fare. Una mostra e una strategia di comunicazione ispirata alla street art per renderla un’ icona. Una mostra che si sviluppa con il coinvolgimento naturale di persone e artisti in tutto il mondo. Ho lanciato una campagna di comunicazione mediante affissioni. Testimoniando il ruolo fondamentale dell’arte nel definire la percezione. Una mostra fotografica in continuo movimento “on the road”. Nelle foto inserisco colori vivaci per rappresentare le allucinazioni, frasi tratte dai suoi diari segreti, i glitter descrivono la falsa illusione delle droghe, mescolando passato e presente. Questo progetto è nato da una lettera ricevuta cinque anni dopo la sua morte, è stata senza dubbio lei. Le stesse parole, lo stesso modo di esprimersi attraverso un’altra persona, che faceva da intermediario, questa lettera mi ha salvato da un continuo collasso gravitazionale. Il progetto è il risultato di un riscatto sociale, portando mia sorella, protagonista di una vita poco vissuta. Nell’archivio fotografico sono presenti immagini di Mary in vari travestimenti, come una vera star. Sono stata ispirata dall’idea della fragilità e dal rapporto tra morte e vita. Il tempo si congela quando una perdita diventa infinita. Con lei la mia infanzia non ha mai perso la sua magia, con lei non ha mai perso il suo dramma. L’amore non finisce, la morte non ci separa.” 

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