Sofia Bramuzzo
Sofia Bramuzzo

Sofia Bramuzzo

Sofia Bramuzzo, Blue in the City, Scatti fotografici, 2021

Sofia Bramuzzo è un’artista emergente che non ha paura di sperimentare e mettersi in gioco, anche in prima persona, con il proprio corpo.

Sofia Bramuzzo, In-Out, Scatti fotografici, 2019

Quel velo che Sofia Bramuzzo pone davanti all’obiettivo è in grado di estrarre il corpo retrostante dalla sua condizione di tridimensionalità, riuscendo a creare vere e proprie sagome pittoriche, simili a dipinti.

Il corpo interagisce con lo spazio circostante e con la luce, si sdoppia, si compone e si plasma, creando di sé solo futili riflessi. Viene sradicato dalla propria fisicità per diventare una sciocca sagoma opaca.

Sofia Bramuzzo, Ossi di Seppia, Scatto fotografico, 2020

Ossi di seppia è un tentativo di esprimere lo stato d’animo e il momento che l’artista stava vivendo durante il lockdown. Il titolo dell’opera cita la raccolta poetica del grande Montale, il quale significato corrisponde in maniera spaventosa alla descrizione della situazione vissuta.

Sofia si sente relegata tra le sue quattro mura, e questa sensazione viene peggiorata dalla sensazione di impotenza assoluta di fronte a un mondo che sembra cadere a pezzi e in cui è difficile riconoscersi.

Proprio come ossi di seppia siamo stati abbandonati al nostro destino e sputati in pasto alla fatalità degli eventi. Tuttavia esiste la possibilità, nonostante questa condizione tutt’altro che idilliaca, di trovare un breve spiraglio di speranza, scavando dentro di noi e trovando la nostra essenza, arrivando all’osso della propria anima.