INTROSPEZIONI
INTROSPEZIONI

INTROSPEZIONI

Lunedì 4 aprile abbiamo inaugurato Introspezioni, una nuova Parete d’Arte presso Mo.Sto (via Castelbarco 3, Milano) che si ispira al
lavoro di autoanalisi critica di tre artiste: Carola Cappellari, Asia Ferraroni e Nadia Salamino.

Opere che spostano i significati e graffiano le coscienze, installazioni volte per agire criticamente verso una continua ricerca del proprio se. La domanda di queste tre artiste è comune: cosa sono io? Non c’è materiale all’interno del progetto espositivo che, attraverso tre stili artistici diversi tra loro, non costituisca un momento di espressione e risonanza psicologia. La mostra conclude una ricerca stilistica, ed emotiva, non solo di Asia, Nadia, Carola ma anche per lo spettatore, parte integrante dell’intero progetto.

Carola Cappellari (1995, Venezia) è una fotografa con sede tra Londra e Gaziantep, Turchia. Si è avvicinata alla fotografia all’età di 15 anni, quasi esclusivamente adottando la pratica dell’autoritratto e solo pochi anni dopo, mentre studiava psicologia, si è resa conto che dietro la sua azione di fotografare c’era un’esigenza di conoscere sé stessa. Attraverso l’autoritratto, infatti, il suo corpo diviene un mezzo di espressione efficace, capace di ri-presentare la sua identità attraverso i dettagli fisici.

Carola Cappellari, autoritrattoAlmost Blue (2019), fotografia

Asia Ferraroni (1999, Monza Brianza). Nella sua produzione lavora principalmente con materiali pittorici come acrilico, olio, tempera, acquarello e su diversi materiali come cartone telato, tela, o carta. Ogni suo lavoro è espressione di un concetto o situazione che, una volta percepita, raffigura sul supporto con bande cromatiche differenti tra loro.

Asia Ferraroni, Autoritratto

Nadia Salamino è nata a Taranto nel giugno del 1996.
I suoi campi di interesse sono principalmente la fotografia, la musica, la video arte, il ricamo, i diari personali, l’iconografia religiosa e le sottoculture underground. 
In particolare però è legata agli elementi di diario e scrittura. Nei suoi diari, attraverso la fotografia, cerca di dare forma ai pensieri e di essere sincera a una Se che la vede da fuori. La scrittura invece rappresenta per lei il collante che rende la sua visione fruibile a chi la guarda.

Nadia Salamino, Calendiario 2021, digital work

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